Bollette pazze. Finalmente una buona notizia.

Probabilmente sei tra i tanti consumatori vittima della ricezione di bollette pazze, con importi alti erroneamente addebitati. 

Ovviamente quando ci si trova davanti alla fattura di un servizio con importi superiori rispetto a quelli effettivamente dovuti, si rimane spiazzati.

Dopo un primo momento di rabbia e sconforto, si cerca un rimedio che ti dia la possibilità di riportare la situazione alla normalità e risolvere la questione nel più breve tempo possibile. 

Fino a poco tempo fa però, quando un consumatore riceveva ad esempio una bolletta luce altissima, aveva poche strade. Sicuramente una di questa era quella di rivolgersi subito ad un bravo legale, incorrendo però in ulteriori spese che non tutti potevano permettersi.

Spesso queste bollette richiedevano importi altissimi, anche dopo diversi anni dall’effettivo consumo, portando l’utente, impaurito e frustrato dalle lungaggini burocratiche, a pagare quegli importi, pur di chiudere la questione e non pensarci più.

bollette pazze

Qual’è la novità più importante sulle bollette pazze?

A partire dalla data in cui la legge è entrata in vigore (gennaio 2020), i consumatori che ritengono di aver ricevuto una fattura per importi non dovuti potranno effettuare una contestazione.

Come effettuare la contestazione degli importi non dovuti?

L’utente deve inviare (anche in modalità telematica) una dichiarazione con allegata la rispettiva documentazione, in cui viene accertata una condotta illegittima da parte del gestore.

Per condotta illegittima si intende l’emissione di fatture con importi non dovuti o con importi e addebiti non giustificati, così come una violazione rispetto alle rilevazioni dei consumi (questo succede spesso con le utenze idriche), l’addebito di servizi o beni non richiesti.

Qualora l’autorità competente accerti l’illegittimità delle richieste fatte dal gestore, l’utente avrà diritto ad ottenere, non solo il rimborso degli importi indebitamente sostenuti, ma anche il pagamento di una penale del 10% sull’importo contestato, che comunque non può essere inferiore a 100€. 

Come può avvenire il rimborso per gli importi non dovuti?

Il consumatore potrà ricevere i rimborsi da parte del gestore a sua discrezione. Sarà infatti possibile scegliere lo storno nelle fatture successive o attraverso un apposito versamento.

Quali sono i tempi per ricevere il rimborso?

Il rimborso dovrà avvenire entro e non oltre 15 giorni dall’accertamento.

Un sospiro di sollievo per migliaia di utenti e un freno per i gestori che eseguono continuamente pratiche scorrette.

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